VOCAZIONE CONSACRATA – UNA CHIAMATA SFUMATA NELLA VITA ORDINARIA
Oggi vorrei condividere qualcosa che mi ha profondamente turbato: la vocazione consacrata – la chiamata amorevole di Dio che sta gradualmente diventando silenziosa nella vita di oggi. Una domanda che porto nel cuore da molto tempo: perché sempre meno giovani scelgono la via della consacrazione? Perché la chiamata “Seguimi” non è più così forte nei loro cuori come prima?
1. La chiamata di Dio in mezzo a tutto il rumore
Viviamo in un mondo pieno di rumore: la chiamata dei social media, delle cose materiali, del successo, dei desideri e delle passioni fugaci. In mezzo a queste chiamate, il dolce invito di Gesù diventa piccolo, a volte perso. Un giovane ha detto: “Voglio seguire Dio, ma non riesco a sentire chiaramente la Sua voce tra le tante attrazioni della vita moderna”.
I giovani non vogliono più dedicarsi? Credo di no. Ma non hanno l’opportunità di ascoltare. Hanno bisogno di compagnia, di buoni esempi e di persone che vivano una vita consacrata e sappiano parlare di Dio con tutta la loro vita.
2. La famiglia – la culla delle vocazioni – è scossa
Cari genitori, vorrei dirlo con tutto il mio rispetto e il mio amore: molte vocazioni oggi si perdono non perché Dio non chiami, ma perché i genitori non osano lasciare che i figli rispondano.
Quando dico: “Mamma, voglio farmi suora”, molte volte la risposta è: “Se mi faccio suora, chi si prenderà cura di te? Essere suora è così difficile, figlio mio! Dopo aver finito la scuola, troverò un lavoro, mi sposerò come tutti gli altri…”
Dio ci dà i figli non solo per tenerli, ma anche per offrirli. Se la vita religiosa è la volontà di Dio per i nostri figli, cosa c’è di più prezioso che offrirli a Colui che li ha creati e li ama più di noi?
Una santa madre una volta disse: “Non ho perso mio figlio quando è diventato religioso. Ho un intero ordine religioso che prega per me ogni giorno”. Questa affermazione è sufficiente a risvegliare una generazione di genitori oggi.
3. Siamo ancora religiosi attraenti?
Cari fratelli e sorelle consacrati, vorrei chiedermi e invitarvi a riflettere: la nostra vita oggi è ancora abbastanza attraente? Irradia ancora gioia? Fa ancora desiderare i giovani?
Se i giovani vedono solo una comunità piena di tensioni, priva di fraternità, formalismo e del fuoco della preghiera, come possono desiderare di far parte di quella vita?
Le vocazioni non provengono solo dagli ideali, ma anche dalla testimonianza. Il mondo non manca di teorie. Il mondo ha bisogno di testimoni. E i giovani di oggi non cercano un motivo per dedicarsi, cercano una vita degna di essere vissuta.
4. Come ravvivare le vocazioni?
Dobbiamo iniziare dalle piccole cose:
+ Costruire famiglie di preghiera.
+ Incoraggiare i vostri figli ad essere generosi, pronti a chiedere a Dio: “Cosa devo fare per rispondere al tuo amore per me?”
+ Aprite spazi affinché i giovani possano ascoltare, chiedere, esplorare e cercare di seguire la chiamata.
E, soprattutto, coloro che vivono una vita consacrata dovrebbero essere sempre luce, lievito e sale. Non lasciamo che le nostre vite diventino “insipide” agli occhi dei giovani.
Quindi, la vocazione consacrata non è una cosa del passato. Dio chiama ancora oggi. Ma ha bisogno di persone che sappiano ascoltare e siano pronte a rispondere. Che ogni giovane osi dire a Dio: “Signore, eccomi”. E che ogni famiglia osi dire al Signore: “Ti offriamo i nostri figli”. Che la chiamata alla consacrazione non sia semplicemente una scelta, ma una risposta a un amore profondo. Che ognuno di noi, qualunque sia il nostro stato di vita, faccia la sua parte nel far risuonare questa chiamata nella Chiesa oggi.